Convegno “I TUMORI PLEURO-POLMONARI: Guardiamo avanti” 24-25 Maggio 2013

 

Si è tenuto venerdì 24 e sabato 25 maggio 2013 presso la sala Belle Epoque del Grand Hotel Nuove Terme di Acqui Terme (AL) il Congresso:

I TUMORI PLEUTO-POLMONARI: “Guardiamo avanti”

Congresso Acqui Terme

Programma del Convegno

Il titolo “Guardiamo avanti” e l’immagine della Bollente di Acqui Terme rappresentano una sintesi ideale dello spirito con cui abbiamo affrontato l’argomento del convegno odierno: da una parte l’ambizione di poter offrire le novità e le più recenti acquisizioni sul tema dei tumori pleuro polmonari, dall’altra la consapevolezza della scelta di un argomento caldo da trattare in termini di originalità ed esaustività.

Abbiamo privilegiato una trattazione multidisciplinare, invitando sul palco esperti cultori dell’argomento, per fare il punto della situazione attuale in termini di progressi diagnostici e terapeutici.

Il giusto rilievo è stato dato agli aspetti del mesotelioma pleurico, patologia purtroppo molto nota in Piemonte: il tema è stato affidato ai partecipanti del gruppo interdisciplinare di cure (GIC) che da anni si occupano di questa patologia integrando le competenze dell’ospedale di Casale Monferrato e dell’ASO di Alessandria, con gli interventi conclusivi di Scagliotti e Balduzzi sui punti strategici dell’organizzazione della ricerca e della gestione globale del problema amianto a chiudere una mattinata sicuramente originale.

Il tema del cancro polmonare è trattato da studiosi di rilievo nazionale con una speciale enfasi sulle possibilità di anticipazione di diagnosi e sul relativo trattamento, sulla revisione degli aspetti diagnostici e sulle novità delle terapie a bersaglio molecolare.

Abbiamo infine riservato una parentesi dedicata ai giovani radiologi che potranno presentare una serie di comunicazioni sul tema sottoposte a selezione e premiate.

I Presidenti del Convegno:

Dr. Attilio Guazzoni                          Dr. Francesco Musante                       Dr.ssa Roberta Polverosi

IL MESOTELIOMA PLEURICO: “ORIZZONTI”

“Le dimensioni del problema” – Dario Mirabelli-

La presentazione ha mostrato una panoramica di quello che è il sistema di sorveglianza epidemiologica sul Mesotelioma Maligno e ha evidenziato le stime di incidenza attuali e delle previsioni di andamento temporale.

L’analisi dei dati ebbe inizio già alla fine degli anni ’80 sul territorio di Casale M.to per poi estendersi a tutto il territorio regionale dal 1990.

Il quarto rapporto ReNaM pubblicato nel 2012, con dati di incidenza aggiornati al 31/12/2008 ha messo in evidenza a livello nazionale che:

–        I casi registrati (1993-2008, uomini e donne):                15.845

–        Pleurici                                                                       14.736

–        Peritoneali                                                                    1.017

–        Esposizione definita                                                     12.065

–        Incidenza MM pleura, uomini 2008                                  3,6

–        “                                             donne                             1,4

–        Incidenza MM peritoneo,        uomini 2008                       0,2

–        “                                             donne                              0,1

(tassi standardizzati, per 100.000 persone/anno)

Evidenziando anche le forti disomogeneità geografiche.

In conclusione :

– Il Mesotelioma Maligno della pleura è un tumore raro a livello nazionale medio, secondo la definizione di tumori rari

– Forti differenze geografiche, incidenza massima dove presenti lavorazioni amianto

– Incidenza prossima alla stabilizzazione, previsto calo dopo il 2020

– Innovazioni nel trattamento in un futuro remoto non potranno avere impatto sostanziale “di massa”

– Importante sorveglianza epidemiologica per cogliere i segnali nell’andamento temporale => collaborazione con i reparti e servizi per migliorare la registrazione dei casi.

“L’Anatomia Patologica” – Pier Giacomo Betta- Betta

Il Dr. Betta ha evidenziato le grandi difficolta che ci sono nella determinazione del Mesotelioma Maligno, causate dalla sue caratteristiche e dalla sua “rarità”.

Sottolineando l’oggettività di interpretazione del quadro microscopico intrinseca alla diagnostica istopatologica cui si aggiungono nel caso del mesotelioma: la varietà degli aspetti microscopici (o versatilità fenotipica) dovuta alla multipotenzialità del mesotelio, la relativa mancanza di specificità di alcuni di questi aspetti microscopici.

È stata presentata un’analisi dettagliata dell’evoluzione del percorso istopatologico dal 1950 ai giorni nostri, con particolare attenzione alle ultime evidenze nel settore dell’anatomia patologica e del ruolo dei marcatori tessutali nel processo clinico decisionale.

“Luci e ombre della diagnostica per immagini” – Luciano Cardinale e Alfredo Muni-

Cardinale-Muni

Gli interventi hanno sottolineato l’importanza della radiologia e della medicina nucleare come punto cardine nella diagnosi di Mesotelioma Maligno. Sono state messe in evidenza le tecniche, le loro caratteristiche, i pregi ed i difetti. Inoltre sono stati presentati casi clinici per poter rendere più chiaro il processo di identificazione e controllo dell’andamento della patologia pleurica.

 

CERTEZZE E DUBBI DELLA TERAPIA:

“Chirurgia” – Caterina Casadio

Casadio

Il trattamento chirurgico del Mesotelioma Maligno con finalità curativa è argomento di grande discussione nella comunità oncologica internazionale.

Il ruolo della chirurgia nel management di questa patologia, sebbene stabilito nella pratica clinica di molti Centri di riferimento, e comunque nel contesto di protocolli terapeutici multimodali, è tuttora al centro di controversie.

Ancora molto ampia, infatti, è la difformità nei criteri di indicazione chirurgica, nella selezione dei pazienti, nella scelta delle procedure chirurgiche e anche solo nella definizione che i chirurghi danno di tali procedure.

La Dr.ssa Casadio ha presentato la sua esperienza nel campo della chirurgia del mesotelioma e ha fatto un’analisi delle tecniche utilizzate nel trattamento di questa patologia mettendo in evidenza le differenze, gli effetti, i pregi ed gli eventuali difetti.

 

“Oncologia” – Federica GrossoGrosso Federica

La Dr.ssa Grosso ha presentato la situazione mesotelioma a livello nazionale, sottolineando la sua incidenza, l’impatto sociale della malattia, le sue implicazioni psicologiche (DPTS), il nichilismo terapeutico e le difficoltà nel reperire finanziamenti per il suo studio.

Sono state presentate le due Consensus conference del 2008 e del 2011, che hanno dettato le linee guida nella gestione del paziente con mesotelioma, sottolineando l’importanza di una organizzazione multidisciplinare.

Inoltre sono stati discussi i risultati di diversi studi relativi ai trattamenti chemioterapici, dove sono state messe a confronto terapie per cercare di identificare quelle migliori per il paziente con mesotelioma.

 

“Simultaneous care”- Daniela DegiovanniDaniela Degiovanni

L’intervento ha messo in luce l’importanza delle terapie di supporto, delle cure palliative e delle cure di fine vita, che rappresentano un continuum lungo tutto il percorso di vita del malato oncologico.

Ha sottolineato l’importanza di creare tra le unità operative di Oncologia Medica e le Strutture di Cure Palliative, rapporti di stretta integrazione, condividendo i protocolli operativi e garantendo la continuità assistenziale.

L’AIOM ha identificato il modello di integrazione ESMO, come ottimale per rispondere ai bisogni del malato oncologico in tutte le fasi di malattia, in quanto ritiene fondamentale contestualizzare il percorso delle cure palliative all’interno del percorso di trattamento del tumore, anticipandone i bisogni.

La “Simultaneous care” è importante perché: ottimizza la qualità della vita del paziente, garantisce la continuità della cura ed evita il senso di abbandono nella fase avanzata-terminale di malattia.

PROGETTUALITA’ SUL TERRITORIO NAZIONALE:

“Le esperienze istituzionali” – Renato Balduzzi R. Balduzzi

L’ex Ministro della Salute Balduzzi ha sottolineato l’importanza del Piano Amianto e dell’intervento dello Stato Italiano, come risposta operativa ad una vicenda sulla quale a livello nazionale era sceso l’oblio.

L’Italia a causa della sua storia è diventata punto di riferimento dell’Unione per l’organizzazione di una rete europea per la lotta alle malattie correlate all’amianto.

Riguardo alle risorse, Balduzzi ha rilevato che devono essere utilizzate in modo coordinato. Ciò è indispensabile soprattutto per vincere la partita della ricerca. Negli ultimi decenni non si sono fatti molti passi avanti nella lotta alle malattie asbesto-correlate e occorre una svolta.

Ma per arrivare al risultato bisogna far lavorare insieme tutti coloro che sono competenti in materia, naturalmente non solo a livello nazionale, ma anche internazionale, attraverso più approfondite ricerche di prospettiva sia per quanto  riguarda la diagnosi, sia per quanto riguarda la terapia.

All’Italia è stato dato incarico di fornire un modello europeo per coordinare azioni di ricerca a vasto raggio, sulla base di quelle individuate negli obiettivi del Piano nazionale, che è supportato da appositi finanziamenti, dei quali il Ministero della Salute si è fatto promotore attraverso i fondi della ricerca finalizzata e i progetti del Centro di controllo delle malattie (Ccm).

Le autorità sanitarie devono pertanto confrontarsi con un fenomeno grave, che peraltro non è stato valutato immediatamente come tale, e al quale si è cominciato a porre rimedio solo alla fine degli anni ’80 dello scorso secolo, con il citato bando dell’impiego dell’amianto nei nuovi manufatti e l’adozione, in alcuni Paesi, di misure per la rimozione in sicurezza dei materiali contenenti amianto deteriorati, che sono in condizione di disperdere fibre.

Le possibilità terapeutiche e di diagnosi precoce delle patologie neoplastiche da amianto sono oggi insoddisfacenti, in Italia come negli altri Paesi. Relativamente alla diagnosi precoce, uno screening oncologico rivolto a soggetti asintomatici è oggi proponibile come progetto di ricerca (se adeguatamente disegnato su solide ipotesi) soltanto per il cancro del polmone. Per i mesoteliomi, la ricerca va ancora indirizzata verso il riconoscimento di adeguati test diagnostici da potere considerare come indicatori della presenza di malattia in fase asintomatica.

Relativamente alla terapia, esistono limitate possibilità di intervento terapeutico per il tumore polmonare, mentre sono estremamente insoddisfacenti per il mesotelioma. Peraltro vi è speranza che un impulso alla ricerca scientifica sul mesotelioma maligno e una più efficiente organizzazione in rete dei centri specializzati nella diagnosi e nella cura di questa patologia possano portare a significativi sviluppi anche per questo tumore.

“Il Network Italiano per la ricerca e l’assistenza” – Giorgio V. Scagliotti foto-prof-giorgio-scagliotti

La presentazione ha descritto la rete nazionale delle malattie rare, attraverso l’analisi dei diversi sistemi di organizzazione e le difficoltà che si riscontrano nello sviluppo di un sistema utile per queste patologie poco diffuse.

È stata fatta una rassegna dei fattori che hanno portato alla necessità di creare un Network sul Mesotelioma maligno e sono state descritte le caratteristiche base che le diverse strutture devono possedere per rientrare nel Network, requisiti indispensabili per poter assistere in modo completo il paziente.

Discussione:

I Moderatori, il Dr. Mario Botta e il Dr. Ezio Piccolini, hanno presentato i dati della situazione Mesotelioma del territorio Casalese, mostrando grafici e relazionandosi con i partecipanti sulle modalità di intervento operate nel nostro territorio.

Botta-Piccolini