5 Novembre incontro tra scuole e Task force anti-amianto

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Quanto si sa dell’amianto fuori da Casale e dintorni? Pochissimo. Ma non è quel disastro che riguarda i casalesi? No, l’amianto è un dramma dell’umanità.

Anzi, oggi Casale è sicuramente la città più bonificata d’Italia, forse del pianeta. È la città che, sì, ha mosso guerra all’amianto per liberare sé e, come dice Romana Blusotti Pavesi, presidente dell’associazione famigliari e vittime Afeva, <<per smuovere il mondo>>. Morire d’amianto è un disastro universale.

I casalesi, che hanno fatto da apripista in questa riscossa, ora sono pronti a uscire per fare capire anche fuori dai propri confini che <<l’amianto è subdolo, si nasconde ovunque>> dice Assunta Prato, anche lei esponente dell’Afeva. Bisogna conoscerlo per stanarlo, bisogna capirne la pericolosità per volerlo eliminare.

Ieri, il Liceo Galileo di Alessandria ha ospitato un incontro, sotto l’egida del provveditore agli studi Antonino Meduri, in cui è stata annunciata una <<task force>> pronta a entrare nelle scuole di tutta la provincia, dalle elementari alle superiori, per spiegare dove la fibra si nasconde, perché rappresenta un pericolo mortale.

Ha rilevato Assunta Prato: <<Su 1900 morti di mesotelioma (il cancro dell’amianto,ndr), un migliaio erano ex dipendenti della fabbrica Eternit, ma 900 sono cittadini>>. E possono essere cittadini di ogni città perché quelle onduline sono davanti alla finestra dell’ufficio, sul garage vicino a cas, sul capannone accanto al prato dove si porta a spasso il cane o sul supermercato dove si va a fare la spesa.

La task force si è presentata, ieri, a dirigenti e insegnanti della provincia: esponenti dell’Afeva (Romana Blusotti, Assunta Prato, Bruno Pesce), l’oncologa Federica Grosso (<<vogliamo dimostrare che ci siamo e che rimuovere l’amianto coincide con il diritto alla salute e alla vita>>), il direttore del Centro sanitario amianto del Piemonte Massimo D’Angelo (<<indispensabile informare, sensibilizzare, responsabilizzare>>) sono pronti ad andare nelle scuole a spiegare agli insegnanti (<<integrando l’aspetto cognitivo con quello emozionale>> ha sottolineato Assunta Prato)che, a loro volta, potranno promuovere progetti insieme agli alunni. È anche disponibile una ricca bibliografia e sitografia. Per contatti scrivere a: vertenzamianto@gmail.com il ruolo delle scuole ha già dimostrato di essere incisivo: Pesce ha ricordato che un gruppo di scolari casalesi riuscì a far rimuovere un tetto d’amianto che vedevano dalla finestra della loro aula scrivendo alle autorità e finanche al presidente della Repubblica. Romana è fiduciosa: <<Ragazzi – è il suo appello accorato, commosso e senza lacrime – ascoltateci e continuate quanto noi abbiamo cominciato. Voi riuscirete a fermare questo disastro ambientale e a impedirne altri>>.

di SILVANA MOSSANO

(La Stampa del 6/11/2013 pag.55)

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