Approvata la Legge che istituisce la Rete Nazionale dei Registri dei Tumori Rari

Approvata la Legge che istituisce la Rete Nazionale dei Registri dei Tumori Rari

La Legge n. 29 del 22 marzo 2019, entrata in vigore il 20 aprile, istituisce la Rete Nazionale dei Registri dei Tumori Rari. Perché si tratta di un passo fondamentale?

Per definizione un tumore è raro se ha un’incidenza inferiore a 6 casi ogni 100.000 abitanti all’anno. In Italia ci sono oltre 3000 nuove diagnosi di tumore raro all’anno: uno su quattro di tutti i nuovi casi di tumore diagnosticati all’anno è un tumore raro e nel nostro Paese si stima che 900.000 persone ne siano affette. I numeri riportati fanno comprendere come il problema sia ampiamente diffuso e non sottovalutabile. Da tempo si fa emergere la necessità di creare una rete a livello nazionale dedicata ai tumori rari, in quanto questa tipologia di patologia deve essere inglobata all’interno di un organismo strutturato in cui la gestione dei pazienti segua percorsi tracciabili e definiti. A livello europeo sono attive dal 2017 le Reti di Riferimento Europee (ERN) per i tumori rari, dedicate alle malattie ematologiche e ai tumori del sangue (EuroBloodNet), ai tumori solidi rari degli adulti (EURACAN) e a quelli pediatrici (PaedCan). In Italia i primi passi verso la costituzione di una Rete Nazionale Tumori Rari sono stati mossi un paio di anni fa, per giungere all’iter di discussione di un disegno di legge nella seduta del 4 ottobre 2018, in cui è stata istituita la Rete Nazionale dei Registri dei Tumori Rari e dei sistemi di sorveglianza, la quale individua nel Ministero della Salute il titolare del trattamento di tutti i dati in essa contenuti. La Legge n. 29 consta di 8 articoli, riassunti brevemente di seguito.

– Art.1: viene istituita la Rete Nazionale dei Registri dei Tumori e dei sistemi di sorveglianza dei sistemi sanitari regionali con varie finalità tra cui quelle di coordinamento, standardizzazione e supervisione dei dati; la prevenzione, la diagnosi, la cura e la valutazione dell’assistenza sanitaria; lo studio dell’incidenza e della prevalenza delle malattie oncologiche al fine di monitorarne la diffusione e l’andamento; la promozione della ricerca scientifica in ambito oncologico, anche nel campo dei tumori rari.

– Art.2: disciplina la partecipazione di enti del terzo settore all’attività della Rete Nazionale: per le finalità della Legge, il Ministro della Salute può stipulare accordi di collaborazione a titolo gratuito con gli enti del terzo settore più rappresentativi e attivi nella tutela della salute umana e della prevenzione oncologica, con le associazioni attive nel campo dell’assistenza socio-sanitaria e con enti e associazioni attivi nella valutazione dell’impatto della patologia oncologica e della quantificazione dei bisogni assistenziali e nell’informazione e comunicazione. Questi soggetti devono essere dotati di codici etici e di condotta che prevedano la risoluzione di ogni conflitto di interesse e che improntino la loro attività alla massima trasparenza.

– Art.3: apporta delle modifiche alla normativa preesistente sul fascicolo sanitario elettronico.

– Art.4: istituisce il referto epidemiologico. Al fine di garantire un controllo permanente dello stato di salute della popolazione, il Ministero della Salute adotta un decreto per l’istituzione del referto epidemiologico. L’obiettivo del referto è attuare il controllo sanitario della popolazione con particolare attenzione alle aree più critiche del territorio nazionale. E’ inoltre prevista la pubblicazione nei siti internet delle Regioni, con cadenza annuale, del referto epidemiologico, in particolare dei dati relativi all’incidenza e alla prevalenza delle patologie che più frequentemente causano decesso.

– Art.5: stabilisce che l’obbligo di raccolta e conferimento dei dati rappresenta un adempimento ai fine della verifica, da parte del Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali, dell’erogazione dei LEA.

– Art.6: sancisce che entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge e successivamente entro il 30 settembre di ogni anno, il Ministro della Salute dovrà trasmettere una relazione alle Camere sull’attuazione della legge, con riguardo particolare al perseguimento delle finalità in essa riportate.

– Art.7: contiene una clausola di invarianza finanziaria secondo la quale la legge non comporterà nuovi o maggiori oneri di spesa per la finanza pubblica.

– Art.8: stabilisce che le normative regionali vigenti in tema di sorveglianza sanitaria della malattia oncologica dovranno essere aggiornate secondo quanto previsto entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge. Inoltre dovranno essere adottate le necessarie iniziative per consentire la sorveglianza epidemiologica sulla malattia oncologica anche nei territori non coperti.

Grazie alla Rete si potranno produrre dati affidabili e condivisibili riguardo a incidenza, mortalità, sopravvivenza, tipologia e prevalenza di tumori. Sarà possibile effettuare analisi statistico-epidemiologiche, che coinvolgano anche i tumori rari, fornendo così sia a livello nazionale che regionale un’informazione continua e completa, attraverso la pubblicazione dei dati sul sito web del Ministero della Salute. Si potrà inoltre monitorare l’efficacia dei programmi di screening oncologico attivi in Italia.

 

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