Adempimenti normativi

 

“AMIANTO. SPIRAGLI IN UNA BATTAGLIA DIFFICILE.
ADEMPIMENTI NORMATIVI UTILI ALLA PREVENZIONE”

 

PREMESSA

Il materiale di cui più si è discusso e trattato sia in campo medico che epidemiologico, quanto giurisprudenziale nel 2013 è stato l’AMIANTO.
I manufatti che contengono il minerale subiscono, con il passare degli anni, un invecchiamento naturale causato da interventi di manutenzione, di riparazione, aggressioni atmosferiche ecc. che generano un inquinamento ambientale a seguito della dispersione in atmosfera di fibre.
I rischi, dovuti all’uso, sono riferibili al fatto che l’amianto è strutturato in fibre, le quali, con l’usura, se movimentate e inalate, possono provocare numerose patologie non tumorali e tumorali, quali l’asbestosi e il mesotelioma maligno (quest’ultimo può manifestarsi dopo oltre 20 anni dalla inalazione di amianto).
Tale sostanza è stata oggetto di ampio utilizzo grazie al suo basso costo in oltre 3000 tipi diversi di manufatti, da solo o insieme ad altri elementi che ne formano la matrice più o meno friabile.
In Italia la presenza e l’apertura della cava di Balangero, cava a cielo aperto di asbesto, ha consentito l’estrazione e la produzione di enormi quantità del detto prodotto fino al 1990, anno della sua chiusura.
Nel 1992 interviene la Legge 257 del 27 Marzo la quale, riconosciuto il grave danno alla salute che l’amianto provoca, ne vieta:
• l’estrazione;
• l’importazione e l’esportazione;
• la commercializzazione;
• la produzione di amianto e di prodotti contenenti amianto.
Il divieto diventerà operativo dall’aprile 1994.
E’ opportuno precisare che con detta legge sono stati vietati i NUOVI prodotti, ma non l’uso di quelli già esistenti.
La scelta del legislatore italiano non è isolata, ma è una strada indicata per adeguarsi alla normativa europea e accolta in altri paesi occidentali.
Nella nostra legislazione troviamo altre importanti norme, precedenti e successive a quella citata, che perfezionano la visione e l’attenzione riguardo al materiale di cui si tratta.
Occorre ricordare che, comunque, la produzione prosegue nei paesi che non l’hanno bandito, dove sono presenti anche nazioni evolute come il Canada, la Russia e la Cina; diversamente il consumo è soprattutto nei Paesi in cui i diritti civili sono meno riconosciuti, dove ci sono meno tutele per i lavoratori e nei quali si comincia a vivere la rivoluzione industriale (Kazakhstan, Brasile, Zimbabwe, Thailandia).
La breve introduzione delinea la tipologia di prodotto e l’evoluzione del pensiero in ordine al suo uso, il quale, peraltro, non ha concluso il suo percorso.
E’ certo, infatti, che un importante peso assumeranno le lobbies, rappresentanti le multinazionali e il loro potere, in sede di legiferazione nei paesi in via di sviluppo ma è altresì vero che un aspetto determinante sarà la diffusione di competenze specialistiche, di conoscenze mediche ed epidemiologiche a livello internazionale, quale fattuale pressione allo scopo di limitare o ridurre drasticamente ogni tipo di uso del materiale.
Lo scopo e/o gli scopi del presente manoscritto è consentire una lettura agevole ed immediata sull’argomento riguardante gli asbesti, a maggior specificazione ed integrazione di altri lavori sull’argomento.
A parere della scrivente è necessario porsi di fronte alla materia con la consapevolezza che essa richiede elementi di forte interdisciplinarietà, che vanno dalla cristallochimica alla epidemiologia, materia, quest’ultima, attualmente affrontata, studiata e ascoltata dalla magistratura in sede di risultanze e, spesso, posta a fondamento di decisioni.

Al fine di migliorare la comprensione del presente elaborato si rende necessario evidenziare la struttura che è stata data ad ogni capitolo e le finalità che esso si propone.

Nella prima parte dell’elaborato verrà affrontato il quadro normativo con le modalità di rilevazione e le possibili scelte, che devono essere affrontate, in ordine ai metodi di bonifica senza dimenticare gli adempimenti, obbligatori in sede di dismissione del prodotto, con le conseguenti sanzioni se non rispettati.
Essa cura tre aspetti nei quali il legislatore è intervenuto in modo attento e che fanno parte di un unico quadro legislativo organico, poiché volti alla prevenzione, alla limitazione del danno causato dalla presenza di amianto nei confronti dei cittadini ed alla tutela dei lavoratori, i quali devono muoversi in ambienti di lavoro particolarmente delicati, connotati dalla manipolazione e/o movimentazione del detto bene.

I tre aspetti affrontano rispettivamente:
1) la normativa generale riguardante l’amianto e quanto deve essere affrontato ed eseguito dal proprietario dell’immobile o del sito, pubblico o privato che sia, qualora, dapprima, sospetti la presenza dell’asbesto e successivamente debba provvedere agli adeguamenti necessari, salvo incorrere nelle sanzioni amministrative e penali descritte specificatamente per ogni attività.
Si è posto aggiuntivamente l’accento sulla necessità di incaricare imprese qualificate nel trasporto degli MCA con le relative violazioni, in particolare previste per l’abbandono di rifiuti riguardante i cittadini comuni e dell’attività di gestione di rifiuti non autorizzata, che riguarda aziende e attività ammesse anche alla procedura semplificata, ma che talora, in presenza di determinate condizioni, colpisce chi gestisce i rifiuti non munito di apposito titolo, quindi anche cittadini comuni che trasportano rifiuti.
2) Il D. Lgs. N.114/95 relativo all’inquinamento ambientale causato dall’amianto sia nell’atmosfera sia nelle acque, il quale delinea dei valori limite. Esso rappresenta una forma di tutela nei confronti dei cittadini, prevista dal legislatore, in presenza del prodotto inquinante in altre aree di rischio;
3) la legge sulla protezione di lavoratori, quale D.Lgs. n. 81/2008, mod. D.lgs.106/09, nella quale si prevede espressamente un Capo dedicato ai rischi e agli adempimenti dei lavoratori inseriti in ambienti connessi all’amianto.

Le norme riguardanti il datore di lavoro e il lavoratore addetto ad attività legate alla presenza di asbesto sono state trattate marginalmente, in quanto già affrontate lungamente da numerosi manuali di diritto e si è concentrata l’attenzione su quanto deve fare il committente, cioè colui che, dopo l’accertamento della presenza di amianto, decide di incaricare una o più aziende al fine di provvedere ad eseguire uno dei metodi di bonifica alla luce della normativa predetta. In questa porzione di elaborato si citano oltre le sanzioni nelle quali può incorrere il committente per le eventuali violazioni alla materia anche sentenze, aventi ad oggetto la posizione descritta.
Ciò permette di delineare una chiara e lucida situazione al privato cittadino sulle responsabilità che lo coinvolgono.

Nell’ottica appena indicata, la seconda parte traccia le caratteristiche formali e di contenuto delle ordinanze emesse dal Sindaco, quale autorità sanitaria, alle quali il cittadino deve adempiere obbligatoriamente.
La materia è importante in quanto l’ordinanza, cosiddetta “contingibile ed urgente”, è il mezzo attraverso il quale il Sindaco impone al privato di sanare problemi legati alla presenza di Materiali Contenenti Amianto (MCA) definibili pericolosi per la salute pubblica, presenti nella proprietà ed i provvedimenti che possono colpire i detti cittadini qualora decidano di non ottemperare agli ordini impartiti dalle competenti Autorità Amministrative.

Sono altresì indicati i mezzi di ricorso avverso tali atti e le procedure amministrative e penali che possono coinvolgere il proprietario inadempiente.

La terza parte del presente lavoro descrive il contenuto della nuova Normativa regionale Piemontese afferente la gestione e l’autorimozione del materiale pericoloso da parte di privati cittadini (Delibera Della Giunta Regionale 18 Dicembre 2013 N. 25-6899), indicando i soggetti a cui è diretta, i materiali sottoposti e quelli esclusi, le responsabilità in caso di violazioni della legge, le procedure.
Ciò al fine di consentire un’ informazione ai cittadini relativa a uno strumento meno dispendioso il quale favorirebbe la rimozione di piccoli manufatti presenti nel territorio e la cui soppressione non sarebbe effettuata, a causa di costi eccessivi per la tipologia di bene.

La quarta parte descrive altra Delibera Regionale Piemontese riguardante la Gestione degli Esposti relativi alla presenza di coperture in cemento – amianto negli edifici (Delibera Della Giunta Regionale 18 Dicembre 2012 N. 40-5094).
Questo Strumento è stato inserito nel presente manoscritto poiché ritenuto mezzo utile all’individuazione di immobili o terreni o altro con la presenza di amianto e ciò volto al fine ultimo di effettuare informazione rivolta sia ai cittadini che alle Autorità che devono provvedere agli accertamenti e alle determinazioni successive.
Nel capitolo sono descritte le tipologie di esposti, gli organi incaricati a riceverli, le procedure operative che successivamente verranno seguite.

Infine, quali considerazioni finali, la redigente, la cui formazione professionale è di tipo giuridico, si pone, come obbiettivo primario nella redazione dell’elaborato, lo studio dei percorsi tecnico – giuridici, utili all’utente che viene a trovarsi nella condizione di dover affrontare il problema della presenza nella proprietà di manufatti od altro, contenenti asbesto, e quindi viene fornita la conoscenza dei mezzi atti a provvedere agli adeguamenti dell’ambiente.