Terza parte: REGIONE PIEMONTE (delibera del 18.12.2013)

 

TERZA PARTE: REGIONE PIEMONTE
GESTIONE E AUTORIMOZIONE DA PARTE DI PRIVATI CITTADINI DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE 18 DICEMBRE 2013 N. 25-6899

Con tale atto si consente ai privati cittadini SUL TERRITORIO DELLA REGIONE PIEMONTE di provvedere alla rimozione e raccolta di materiali contenenti amianto in modeste quantità.
Le indicazione nel documento sono di natura pratica per lo svolgimento dell’operazione.

1) Finalità

Le finalità alle quali tende questo atto normativo regionale sono innumerevoli:

Evitare rimozioni di piccole quantità di MCA con procedure non adeguate esponendo il privato e persone presenti al rischio amianto.
Evitare al privato e alle persone che collaborano alla rimozione, alla raccolta e al deposito, di incorrere a sanzioni amministrative e penali.
• Aver provveduto a semplificazioni di procedure e adempimenti amministrativi.
Evitare abbandono incontrollato di MCA.
Protocollo operativo e adempimenti unificati da parte dei servizi impegnati nella valutazione delle attività riguardanti MCA.

(Allegato A Indicazioni Operative pag. 1 – 2 della Delibera della Giunta Regionale 18 dicembre 2013 n. 25-6899).

 

2) Soggetti Coinvolti

E’ rivolto ai proprietari di unità abitative in cui siano presenti MCA in matrice compatta in modeste quantità che siano intenzionati a rimuoverli e raccoglierli personalmente senza l’intervento di alcuna impresa e di altre persone.
Si sottolinea che se vi sono problemi di realizzazione è necessario, da parte dei privati, affidare lavori a ditta specializzata e iscritta all’albo Nazionale delle Imprese Esercenti di Smaltimento dei Rifiuti – Categoria A – Bonifica dei beni contenenti Amianto.

La rimozione/raccolta è consentita solo per i materiali sottodescritti e nelle quantità descritte in tabella e potrà essere effettuata una sola volta per ogni tipologia

 

3) Tipologia di manufatto
tipologia di manufatto

I beni coinvolti nella bonifica devono già essere all’esterno dell’abitazione e non devono richiede alcun intervento edile.
E’ consentito solo per le lastre e/o ondulati di essere rimossi dalla sede originaria.

 

4) Materiali esclusi

La delibera regionale esclude i seguenti materiali dalla possibilità di autorimozione
• Manufatti in amianto in matrice friabile (es. polverino d’amianto)
• Manufatti in amianto in matrice compatta non integri/danneggiati.

 

5) Materiali inclusi ma con precisazioni

La delibera regionale include dalla possibilità di autorimozione i seguenti materiali ma solo in presenza di determinate caratteristiche:

Coperture in cemento amianto prive di canale di gronda: le fibre di amianto che nel tempo si staccano dalle lastre tendono infatti ad accumularsi nel canale di gronda e quindi il materiale in esso riscontrabile contiene amianto in forma di fibre libere (friabile) per cui è necessario l’intervento di imprese autorizzate.
Lastre in cemento amianto non attigue e non aggettanti su finestre e balconi di altre unità abitative o su aree condominiali
Lastre facilmente raggiungibili attraverso l’impiego di idonee attrezzature, quali scale e trabatello; si ricorda infatti che le lastre in cemento-amianto non sono pedonabili per il rischio di rottura delle stesse e quindi di caduta dall’alto.
• Presenza per gli interventi all’aperto di idonee condizioni meteoclimatiche: assenza di pioggia, vento, neve, ghiaccio.

 

6) Responsabilità

La rimozione da parte dei privati dovrà essere eseguita nel rispetto delle procedure esecutive impartite dal documento regionale poiché differentemente, se accertate, gli stessi andranno incontro a una serie di sanzioni qui sotto elencate:
• la responsabilità per la legge 81/2008 (Testo per la sicurezza sul posto di lavoro) e s.m.i. (l’esclusione vi è solo se si esegue personalmente);
• possibile sanzione prevista dall’art.15 comma 2 l 257/92 (normativa sull’abolizione dell’uso dell’amianto) (per inosservanza di obblighi concernenti l’adozione di misure di sicurezza previsti dai decreti all’art. 6 comma 3 e 4, si applica sanzione amministrativa da 7 milioni di lire a 35 milioni di lire);
• si rinvia al decreto ministeriale 6 settembre 1994 relativo alle metodologie tecniche di bonifica le quali se non sono rispettate sarà applicabile dall’art.15 comma 2 l 257/92;
• se nella bonifica si disperdono fibre nell’aria si è passibili dell’art.674 codice penale (getto pericoloso di cose quali emissioni di – gas- vapori –fumo) con arresto fino a 1 mese e ammenda fino a 206,00 euro;
• se non si provvede ad incaricare una impresa titolata per il trasporto di MCA il privato sarà passibile delle sanzioni previste per la mancata osservanza relativa allo smaltimento dei rifiuti.

Si segnala che i materiali contenenti amianto devono essere trasportati, come in precedenza segnalato, da soggetti iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e smaltiti in impianti autorizzati ai sensi del D.Lgs. 36/03 e DM 27 Settembre 2010.
Si evidenzia che attraverso la legge Regionale 30/2008 si incentiva un servizio raccolta e smaltimento di piccoli quantitativi di rifiuti contenenti amianto.
Vengono incentivati accordi fra enti locali, trasportatori e gestori di discariche per ottenere condizioni agevolate, esempio ne è il Comune di Casale Monferrato.

Al solo fine informativo si effettua la funzione compilativa di richiamo in questa sede delle procedure operative

 

7) Procedure Operative

La procedura per la raccolta e lo smaltimento prevede:

1. la compilazione, prima della esecuzione dell’intervento, della dichiarazione smaltimento – rimozione di manufatti in amianto in matrice compatta (allegato numero 2);
2. 48 ore prima della rimozione, la detta dichiarazione dovrà essere consegnata all’Ufficio di Servizi Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl, territorialmente competente in triplice copia. L’ufficio timbrerà le tre copie di cui una verrà trattenuta e due due consegnate al proprietario;
3. si dovrà contattare una ditta autorizzata e iscritta all’albo nazionale gestori ambientali categoria 5 con codice cer 17.06.05 per concordare i tempi di ritiro a domicilio mca, previa visione di predetta dichiarazione presentata alla Asl;
4. si dovrà eseguire le operazioni secondo “istruzioni operative” (allegato 3);
5. si provvederà a trattenere il manufatto in deposito fino alla data del ritiro da parte della ditta autorizzata al trasporto e smaltimento;
6. si dovranno consegnare le due copie della dichiarazione, timbrate dall’Asl, all’operatore della ditta autorizzata il quale provvede a firmarle per ricevuta, ne trattiene una copia e la restante rimane al cittadino;
7. entro 30 giorni si invierà alla S. C. Servizi Igiene e Sanità Pubblica della ASL copia della dichiarazione citata, firmata, timbrata dalla ditta che ha effettuato il trasporto + copia bolla di trasporto + formulario rifiuto rilasciato dalla discarica;
8. la ditta autorizzata, verificata la dichiarazione, effettua il trasporto e conferimento in discarica per rifiuti pericolosi, provvederà in seguito a rilasciare l’attestazione del trasporto e copia del formulario rifiuti rilasciato dalla discarica.

La S.C. Servizi Igiene e Sanità Pubblica della ASL procedono ai controlli sia documentali che delle procedure adottate in ordine ai possibili adempimenti.
La detta autorità provvede all’invio della eventuale notizia di reato all’autorità pubblica.
Se si rilevano inadempimenti in luoghi di lavoro l’Asl interesserà SPRESAL competente e Arpa territorialmente competente.