Conclusioni

 

CONCLUSIONI

Sono stimati poco meno di 2,5 miliardi di metri quadrati di copertura in cemento – amianto (eternit) senza considerare l’amianto in matrice friabile e gli otto milioni di metri quadrati di materiali cosiddetti MCA ancora presenti sul nostro territorio.
E’ indubbio che i quantitativi in gioco sono tali che dovremo convivere con l’amianto ancora a lungo. Il problema amianto si configura oggi essenzialmente come un problema di gestione ragionata del rischio e quindi di individuazione di strumenti di valutazione, criteri decisionali e metodi di intervento, che consentano di affrontare correttamente le situazioni concrete .
E’ altrettanto compreso da tutte le Autorità che il pericolo potenziale di questo materiale non consente momenti di abbandono o disattenzione, sia per il dovuto rispetto alle numerose morti avvenute, sia per i malati presenti attualmente che lottano per la sopravvivenza, che per le generazioni, immediatamente future, per le quali dovranno essere approntate maggiori cautele e un piano di rimozione, bonifica e prevenzione reale.

Il Legislatore dovrà affrontare con maggiore vigilanza la gestione dei beni presenti sul territorio attraverso una campagna di informazione della collettività e di controllo normato in concerto con le autorità sanitarie e la previsione di un’esclusione coraggiosa dai confini di prodotti contenenti amianto. Ciò detto, i limiti di questi progetti sono legati alla attuale mancanza di fondi e alla forte influenza e capacità di convincimento da parte della società coinvolte nel sistema di produzione e lavorazione di questo materiale.

Altro aspetto di rilevanza fondamentale saranno gli orientamenti delle autorità internazionali, attraverso trattati e direttive ancor più incisive verso la trattazione della gestione dell’amianto presente e l’esclusione di amianto quale componente nei composti.

Ciò nondimeno sarà importante la ricerca scientifica rivolta a più obiettivi, quali:
• la creazione di materiali sostitutivi dell’amianto, non altrettanto pericolosi;
• la predisposizione di metodologie di accertamento epidemiologico che esprimano una probabilità prossima al 100%;
• L’invenzione di tecnologie che consentano agli operatori del settore medicale di rinvenire le patologie afferenti al materiale asbestico in tempi tali che sia possibile un intervento adeguato;
• La scoperta di una vera terapia che consenta sollievo e talora sia risolutiva per le patologie asbestocorrelate.

Quanto sopra indicato è certamente un elenco di buoni propositi che tutti speriamo si realizzino, nel frattempo un profondo ringraziamento deve andare a tutta la comunità scientifica per il lavoro svolto e per quello futuro, ai medici, al personale sanitario che tutti i giorni affrontano gli effetti finali del problema affiché non si diano per vinti e con le autorità competenti sviluppino sinergie grazie alle quali le generazioni a venire si potranno occupare, con entusiasmo di sviluppo sostenibile e guardino all’amianto come un semplice minerale fibroso silicatico esistente in natura e nulla di più.

 

Per ulteriori approfondimenti consultare i seguenti link:

  1. Bibliografia
  2. Sitografia
  3. Acronimi