Dismissione in discarica

 

Dismissione in Discarica

 

Le discariche per smaltimento rifiuti contenenti amianto.

La Deliberazione del Comitato Interministeriale 27/7/84 ai sensi del DPR 915/82 classificava i rifiuti di amianto come speciali, costituiti in genere da lastre di cemento amianto e/o conglomerati resinoidi e da altri manufatti, purché non contenenti polveri e fibre libere in concentrazione superiore a 100 mg/Kg, prevedeva di smaltirli, di norma, in discarica di seconda categoria tipo A.
I rifiuti di amianto classificati come tossici e nocivi costituiti prevalentemente da materiali friabili contenenti polveri e fibre libere in concentrazione superiore a 100 mg/Kg, erano, di norma, smaltiti in discarica di seconda categoria tipo B o C secondo che le polveri o fibre libere fossero in concentrazione inferiore o superiore a 10000 mg/Kg.

Quindi i rifiuti di amianto erano classificati come tossici e nocivi in base al loro contenuto di fibre libere. Nessuna norma ha mai chiarito con precisione cosa si intende per “fibre libere”, né quale metodo analitico adottare per la determinazione.
Il D.Lgs. 5/2/97 n.22 di “Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CEE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio” (decreto Ronchi, modificato dal D.Lgs. 8/11/97 n.389, cosiddetto Ronchi bis) abrogando la normativa esistente, sostituisce la precedente classificazione dei rifiuti in speciali/tossici e nocivi con la nuova che li distingue in rifiuti pericolosi e non pericolosi. Tale classificazione avviene su base puramente merceologica, secondo la provenienza, e va a modificare la dismissione dei materiali in discariche destinate a beni qualificati come pericolosi o discariche destinate a beni non pericolosi.
Dopo la bonifica di amianto floccato si deve provvedere agli adempimenti per ottenere il certificato di restituibilità.