Cos’è il Mesotelioma

 

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Il polmone è l’organo essenziale per la respirazione. La sua funzione è di trasportare l’ossigeno atmosferico al sangue e di espellere l’anidride carbonica accumulata in essi all’atmosfera. Questo scambio di gas viene svolto da un insieme di cellule specializzate che costituiscono delle piccole sacche d’aria chiamate alveoli.

I polmoni, raccolti nella cavità toracica, sono rivestiti da una sottile membrana trasparente che prende il nome di pleura viscerale. Allo stesso modo l’interno della cavità (o gabbia) toracica è “tappezzata” dalla medesima membrana, che assume il nome di pleura parietale, dove le cellule che costituiscono la pleura si chiamano cellule mesoteliali.

Questi foglietti pleurici (ossia pleura viscerale e parietale) sono in continuità fra loro e sono separati solo da uno spazio virtuale che contiene piccole quantità di liquido (liquido pleurico) utile allo scivolamento di un foglietto sull’altro.

In condizioni normali, durante la respirazione, le due pleure scorrono agevolmente l’una sull’altra rendendo facile e fluido tale meccanismo fondamentale per la vita.

La pleura può essere colpita da differenti patologie, alcune delle quali rimangono a volte silenti e non danno alcun segno della loro presenza (placche o fibrosi pleurica parietale, fibrosi pleurica diffusa, asbestosi pleurica) e spesso alcuni ispessimenti pleurici localizzati, seppur numerosi, che conservano caratteristiche di benignità.

Il Mesotelioma Pleurico è una forma rara di tumore, che prende origine dalle cellule mesoteliali della pleura. Non è l’unico tipo di mesotelioma conosciuto, poichè lo stesso tipo di malattia può insorgere in altre sedi del corpo umano anch’esse rivestite da cellule mesoteliali quali il peritoneo (mesotelioma peritoneale), il pericardio (mesotelioma pericardico) e la sierosa che riveste il testicolo.

Fra queste forme il Mesotelioma Pleurico e certamente il più diffuso, costituendo all’incirca l’80% di tutti i mesoteliomi, quello peritoneale ne rappresenta il 20%, mentre le altre forme sono rare.

Negli Stati Uniti si registrano circa 3000 casi di Mesotelioma ogni anno ed il rapporto fra uomini e donne e di 5 a1. In Italia invece si diagnosticano circa 1000 nuovi casi all’anno con un rapporto fra uomini e donne di 3 a 1.

Una delle peculiarità di tale patologia è il lungo periodo di latenza fra l’esposizione alle possibili cause e la comparsa della malattia, che varia da 20 a più di 40 anni. La fascia di età più colpita è quella degli ultrasessantenni. I pazienti che ne sono affetti hanno una sopravvivenza mediana che è in stretta correlazione con le caratteristiche microscopiche del tumore e con un corretto inquadramento della sua estensione (stadiazione).

Purtroppo ad oggi non esiste uno screening (ossia una metodologia di diagnosi precoce) per il Mesotelioma universalmente approvato ed applicabile, almeno nei soggetti con nota esposizione.

Alcuni studi sono stati condotti per comprendere se esistano “marcatori di esposizione”, ossia delle “spie” che, con un semplice prelievo di sangue, consentano di identificare persone con un’esposizione all’amianto e magari più a rischio di sviluppare la malattia tumorale.

Tra questi marcatori il più studiato e sicuramente la mesotelina, la cui concentrazione è risultata essere più elevata in quei soggetti esposti all’amianto e che successivamente hanno sviluppato il Mesotelioma.

La valutazione della mesotelina NON E’ SUFFICIENTE per la diagnosi (l’applicazione come test di screening rimane da confermarsi) quindi la biopsia e l’esame del liquido pleurico restano fondamentali per confermare la patologia.

Sintomi

La sintomatologia del Mesotelioma non è specifica, ossia non esistono “segnali” che si presentano solo in chi ha questa forma tumorale ma gli stessi “segnali” possono essere scatenati anche da altre malattie.

 In genere i primi sintomi iniziano a comparire dopo almeno 20 anni di esposizione all’asbesto e dipendono dall’estensione della malattia, dagli organi interessati o dalla presenza di liquido pleurico.Immagine 1 per SintomiI sintomi più comuni sono rappresentati dalla sensazione di dispnea (“fiato corto”), dolore toracico (“mal di schiena”, “male al fianco”) e tosse persistente, il più delle volte stizzosa (secca). Meno frequentemente possono manifestarsi febbre e perdita di peso. Vi sono peraltro pazienti che, pur presentando radiologicamente i segni della malattia, non manifestano praticamente alcun sintomo.

Spesso si giunge alla diagnosi della malattia quando è già in fase avanzata anche nelle aree geografiche in cui è noto il rischio ambientale.

Amianto – Un silicato che uccide nel tempo -RAIscienze- (17-05-2012):