Cause del Mesotelioma

 

Il mesotelioma è una delle patologie tumorali in cui è stata chiaramente dimostrata una stretta correlazione con i fattori che ne sono la causa, prima fra queste l’esposizione alle fibre di asbesto o amianto. Le fibre di amianto sono estremamente sottili e penetrano attraverso le vie respiratorie: le fibre di amianto con diametro inferiore a 3 μm (il micrometro – simbolo: µm – è un’unità di misura della lunghezza corrispondente a un milionesimo di metro, cioè millesimo di millimetro) possono raggiungere gli alveoli polmonari.

Le fibre che penetrano negli alveoli causano attivazione del sistema immunitario locale e provocano una reazione infiammatoria da corpo estraneo. Possono essere inglobate dai macrofagi (le cellule spazzine del corpo umano) che stimolano i fibroblasti (cellule operaie) a deporre fibre collagene tra gli alveoli polmonari causando la fibrosi interstiziale (asbestosi). Le fibre inoltre possono raggiungere la pleura o attraverso i vasi linfatici o direttamente causando una azione irritante e una conseguente reazione di tipo cicatriziale (placche pleuriche).

I meccanismi con cui le fibre di asbesto causano il mesotelioma non sono definitivamente noti. Il processo cancerogeno coinvolge le cellule dell’infiammazione che inglobando le fibre di asbesto producono delle sostanze in grado di danneggiare il DNA e dare inizio al processo tumorale che si svolge in tappe successive che richiedono molto tempo.

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Infatti il mesotelioma, come già detto, non si presenta immediatamente dopo l’esposizione all’amianto, ma il più delle volte occorrono oltre 20 anni dall’esposizione allo sviluppo della malattia.

Ciò ha fatto si che nonostante il divieto dell’utilizzo dell’amianto sin dal 1992 e le campagne di smantellamento dello stesso, non si sia ancora assistito al decremento di tale patologia.

La legge n. 257 del 1992 oltre a stabilire termini e procedure per la dismissione delle attività inerenti all’estrazione e la lavorazione dell’asbesto, è stata la prima ad occuparsi anche dei lavoratori esposti all’amianto.

 In Italia il picco di incidenza, ovvero il numero di nuovi casi di malattia in un anno è atteso tra il 2015 e il 2025.

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Come è possibile vedere dal disegno riportato, vi sono alcune regioni italiane in cui vi è un’incidenza decisamente superiore a quella di altre regioni, tra queste il Piemonte, la Lombardia, la Liguria, la Puglia, la Sicilia e il Friuli. In realtà, ognuna di queste regioni ha individuato le sedi e le cause di tale maggiore incidenza provvedendo all’istituzione di appositi registri per il monitoraggio della malattia.

COS’E’ L’AMIANTO

Quando si parla di amianto ci si riferisce a un materiale naturale a struttura microcristallina, di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli.

È presente in natura in diverse parti del globo terrestre e si ottiene facilmente dalla roccia madre dopo la macinazione e arricchimento, in genere in miniere a cielo aperto.

Cava di Amianto - Balangero

 La classificazione di questo minerale può essere riassunta in:Amianti

ANFIBOLI, silicati di calcio e magnesio:

–         la Crocidolite (amianto blu)

–         l’Amosite (amianto bruno)

–         l’Antofilite

–         l’Acrinolite

–         la Tremolite

SERPENTINO, silicati di Magnesio:

–         il Crisotilo (amianto bianco)

L’amianto bianco rappresenta da solo oltre il 90% del materiale estratto ed utilizzato e gli anfiboli, come la crocidolite (amianto blu) e l’amosite (amianto bruno) che rappresentano meno del 10 % dell’amianto usato.

Perchè e stato tanto utilizzato in passato?

Le eccezionali proprieta fisico-meccaniche dell’amianto, quali:

–         resistenza nel tempo

–         resistenza al fuoco

–         resistenza agli agenti chimici

–         resistenza alla trazione

–         filabilità

–         dimensione delle fibre (da un punto di vista sanitario sono anche quelle che ne determinano la intrinsica pericolosità).

Queste proprietà e la facilità di lavorazione sono i principali motivi che ne hanno determinato il vasto impiego nel passato ed hanno dato luogo a produzioni industriali, prive delle dovute cautele, delle quali tristemente oggi si pagano le conseguenze con vite umane.

 

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Dove si trova più frequentemente l’amianto?

Alcuni dei prodotti di largo consumo contenenti amianto avevano raggiunto una popolarità ed una diffusione a livello mondiale davvero considerevole:

  • dalle guarnizioni agli elementi di tenuta
  • dai componenti automobilistici
  • al vestiario tecnico (ma anche arredi per cinema e teatri in quanto prodotto ignifugo)
  • rivestimenti per pavimenti
  • coperture degli edifici.
  • ecc.

Qui di seguito vengono elencati solo ALCUNI dei manufatti che contengono l’amianto nelle diverse forme.

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Nel corso di interventi su immobili, impianti o strutture e possibile imbattersi in materiali costituiti da amianto o trattati con amianto. Essi possono essere friabili o compatti.

Sono friabili i materiali che possono essere sbriciolati tra le dita; sono compatti quelli che possono essere sbriciolati solo con l’ausilio di attrezzi meccanici (come un trapano).

  • Sono compatti i materiali come i pannelli o tramezzi isolanti, le coperture costituite da lastre piane o ondulate (tipo eternit), canne fumarie, alcuni pavimenti in linoleum a mattonelle (in vinylamianto), cassoni idrici.
  • I materiali friabili tendono a rilasciare con maggiore facilità fibre di amianto nell’ambiente, i materiali compatti rilasciano le fibre solo se vengono abrasi, perforati o frantumati.

L’estrazione e l’uso dell’amianto, pur essendo riconosciuto a livello mondiale come agente cancerogeno, non sono banditi o normati in tutti i paesi tanto è vero che oggi si riportano le seguenti produzioni:

tabella definitiva

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Circa il 70% dei mesoteliomi riconosce nell’esposizione all’asbesto la causa del tumore, anche se solo una minima proporzione (< 3%) delle persone esposte alle fibre di amianto si ammalano di mesotelioma.

L’amianto provoca anche altre malattie dell’apparato respiratorio, oltre al mesotelioma:

l’asbestosi (una malattia polmonare cronica conseguente all’inalazione di fibre di amianto) descritta già dai primi del Novecento e accettata come malattia specifica da amianto poco dopo la fine della prima guerra mondiale e il tumore del polmone, la cui relazione causale con l’amianto fu dimostrata nel 1955 da uno studio che aveva osservato un chiaro eccesso di mortalità per cancro polmonare tra i lavoratori di una industria tessile inglese dell’amianto.

La prima segnalazione di uno stretto legame fra amianto e mesotelioma è avvenuta nel 1960 quando vennero descritti 33 casi di mesotelioma in operai sudafricani, che lavoravano nelle miniere di asbesto e in abitanti in prossimità delle miniere.

Da allora sono state sempre più frequenti le segnalazioni che riportavano questa stretta correlazione ed oggi il mesotelioma pleurico viene considerato una malattia professionale.

Come già detto, l’esposizione all’amianto avviene inalandone le fibre disperse nell’aria. Ciò si può verificare per diversi motivi:

  • o perchè la persona era impiegata nella lavorazione dello stesso
  • o perchè residente in zone ad alto tasso di inquinamento ambientale da asbesto.

Le persone più comunemente colpite (ovviamente si parla qui di impieghi degli anni passati, essendo l’amianto bandito nel 1992) sono lavoratori delle fabbriche che producevano manufatti di cemento amianto, lavoratori dei cantieri navali, lavoratori edili, operai presso aziende di meccanica automobilistica (in particolare quelli impegnati nel lavoro delle guarnizioni dei freni), lavoratori di materiali isolanti, di tubi e di installazione di impianti di riscaldamento, lavoratori di pavimenti e tetti e orafi.

Attualmente i casi non professionali (ambientali e familiari nel loro insieme) costituiscono circa il 50% dei casi a Casale, il 25% in Piemonte ed il 10% in Italia.

L’esposizione all’amianto resta sicuramente la causa principale di mesotelioma maligno nella maggior parte dei pazienti. Non esiste un livello minimo di esposizione, che possa essere considerato sicuro.

Qualora si sia a conoscenza di esser stati esposti all’amianto è bene che il medico curante ne venga informato in particolar modo qualora siano presenti sintomi quali oppressione toracica, respiro corto, dolore toracico (“mal di schiena”, mal di reni”) o tosse. Anche se questi sintomi non indicano la presenza della malattia, sono i sintomi più comuni e dovrebbero essere ulteriormente approfonditi, se presenti in una persona con esposizione all’amianto anche se minima o solo sospetta.

L’AMIANTO da RAIscienze (11-05-2010):