Assegno ordinario di invalidità

 

Il lavoratore dipendente, autonomo o parasubordinato, ha diritto all’assegno ordinario di invalidità, purché in possesso dei seguenti requisiti:

  • sia affetto da infermità fisica o mentale tale da ridurre permanentemente la capacità lavorativa, in occupazioni confacenti alle sue attitudini, a meno di un terzo
  • sia iscritto all’INPS da almeno 5 anni
  • abbia un’anzianità contributiva di almeno 5 anni, anche non continuativi (260 contributi settimanali), di cui almeno 3 anni (156 settimane) versati nel quinquennio precedente la domanda di assegno ordinario di invalidità.

In base all’art. 1, comma 2, L. 222/1984, si ha diritto all’assegno ordinario di invalidità anche se l’invalidità è preesistente al rapporto assicurativo, purché successivamente le condizioni di salute siano peggiorate o siano insorte nuove infermità.L’assegno ordinario d’invalidità:

  • l’assegno ordinario d’invalidità
  • non è reversibile ai superstiti
  • al raggiungimento dell’età pensionabile e in presenza dei requisiti di assicurazione e contribuzione, si trasforma in pensione di vecchiaia
  • è compatibile con l’attività di lavoro dipendente o autonomo.

La domanda di assegno ordinario di invalidità va presentata presso una sede dell’INPS direttamente o tramite uno degli enti di Patronato riconosciuti dalla legge che assistono gratuitamente i lavoratori (scelta sicuramente consigliata); ovvero inviata per posta a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento.

La domanda deve essere redatta su apposito modulo on line (mod. SS3), allegando i seguenti documenti:

  • i certificati anagrafici e dichiarazioni sostitutive richiesti
  • certificato medico attestante l’infermità fisica o mentale che ha ridotto la capacità di lavoro.

L’effettiva erogazione dell’assegno può avvenire dopo diversi mesi dalla presentazione della relativa domanda all’INPS, ma il diritto alla prestazione economica matura dal mese successivo alla presentazione di detta domanda. All’atto del primo pagamento l’INPS verserà tutte le mensilità arretrate maggiorate degli interessi legali maturati nel frattempo. Gli assegni successivi, invece, verranno corrisposti mensilmente per 13 mensilità.

L’assegno viene concesso per tre anni, dopo i quali su domanda del beneficiario, può essere confermato per altre due volte consecutive sempre per uguali periodi triennali.
Dopo il terzo rinnovo diventa definitivo fino al conseguimento della pensione.

Il pagamento può avvenire a scelta mediante:

  • accredito sul conto corrente bancario/postale
  • assegno circolare inviato a domicilio
  • in contanti presso sportelli bancari o uffici postali.

Se la domanda di assegno ordinario di invalidità viene respinta, l’interessato deve presentare ricorso, entro 90 giorni dalla data di ricevimento della lettera di notifica del provvedimento di diniego, al Comitato Provinciale dell’INPS che deve pronunciarsi, entro i successivi 90 giorni. Se anche il Comitato Provinciale si esprime in modo sfavorevole, oppure se non emette alcun parere nei 90 giorni dalla presentazione del ricorso, è necessario ricorrere alla sezione lavoro e previdenza del Tribunale del luogo di residenza, con il patrocinio di un avvocato di fiducia.
Il ricorso al Tribunale dovrà essere fatto entro e non oltre il termine di decadenza di 3 anni dalla comunicazione del diniego o dalla data di scadenza del termine (90 giorni) entro cui il Comitato Provinciale dell’INPS avrebbe dovuto emettere una decisione.