Le principali prestazioni erogate dall’INAIL

 

Le principali prestazioni erogate dall’INAIL ai lavoratori infortunati o affetti da malattie professionali sono:

  • l’indennità per la mancata retribuzione
  • l’indennizzo per danno permanente dell’integrità psicofisica del lavoratore (“danno biologico”)
  • l’indennizzo per le conseguenze patrimoniali del danno biologico
  • il massimo recupero possibile della salute e delle potenzialità lavorative
  • l’indennizzo ai familiari in caso di morte

Per quanto attiene all’indennità per mancata retribuzione, che prende il nome di INDENNITA’ GIORNALIERA PER INABILITA’ TEMPORANEA ASSOLUTA, questa è erogata al lavoratore a partire dal quarto giorno a quelle in cui è avvenuto l’infortunio o si è manifestata la malattia professionale fino alla guarigione clinica, mentre per il primo periodo di c.d. “franchigia”, spetta direttamente al datore di lavoro corrispondere al lavoratore la retribuzione intera relativa alla giornata in cui è avvenuto l’infortunio o si è manifestata la malattia professionale, se quest’ultima ha causato assenza dal posto di lavoro, nonché il 60% della retribuzione (salvo migliore trattamento previsto dal contratto di lavoro) per i successivi primi tre giorni di astensione dal lavoro.

Una volta concluso il primo periodo di inabilità totale al lavoro che da diritto all’INDENNITA’ GIORNALIERA PER INABILITA’ TEMPORANEA ASSOLUTA, caratterizzata da una funzione meramente sostitutiva della retribuzione lavorativa, viene decretata la “guarigione clinica” del paziente, e l’INAIL invita il lavoratore infortunato a sottoporsi a visita medico-legale per accertare e quantificare il danno permanente derivante dall’infortunio o dalla malattia professionale.

Per eventi antecedenti il 25 luglio 2000 viene considerata la diminuita o perduta attitudine al lavoro espressa come inabilità permanente:

a)      se il grado accertato e’ inferiore all’11% il lavoratore non ha diritto alla rendita INAIL

b)      se il grado accertato e’ compreso fra l’11% ed il 100% il lavoratore ha diritto alla RENDITA DIRETTA PER INABILITA’ PERMANENTE.

Per eventi a decorrere dal 25 luglio 2000 viene considerata la menomazione dell’integrità psicofisica:

a)      se il grado e’ inferiore al 6% il lavoratore non ha diritto a nessun indennizzo (in caso di successivo aggravamento valgono le disposizioni relative alla disciplina precedente il 25.7.2000 sopra menzionate)

b)      se il grado e’ pari o superiore al 6% ed inferiore al 16% il lavoratore ha diritto ad un INDENNIZZO IN CAPITALE DEL SOLO DANNO BIOLOGICO

c)      se il grado e’ pari o superiore al 16% il lavoratore ha diritto ad una RENDITA, DI CUI UNA QUOTA PER DANNO BIOLOGICO ED UNA QUOTA AGGIUNTIVA PER LE CONSEGUENZE PATRIMONIALI DELLA MENOMAZIONE

In caso di aggravamento della menomazione gli assicurati già indennizzati in capitale, entro 10 anni dall’infortunio o 15 dalla denuncia della m. p., hanno diritto (una sola volta) a richiedere l’ ADEGUAMENTO DELL’INDENNIZZO IN CAPITALE se la menomazione aggravatasi non raggiunge un grado indennizzabile in rendita, oppure la COSTITUZIONE DELLA RENDITA PER AGGRAVAMENTO – se la menomazione aggravatasi raggiunge un grado indennizzabile in rendita, il cui importo viene decurtato dell’indennizzo in capitale già corrisposto.

Dopo la costituzione della rendita è prevista anche la “REVISIONE DELLA RENDITA”, infatti viene periodicamente verificata la corrispondenza al grado di inabilità (che può peggiorare o migliorare) dell’importo oggetto di indennizzo, che può venire confermato, aumentato o diminuito.

La revisione può essere disposta dall’INAIL (REVISIONE ATTIVA) o richiesta dal lavoratore (REVISIONE PASSIVA) entro i seguenti termini:

  • 10 anni dalla data di infortunio sul lavoro
  • 15 anni dalla data di manifestazione della malattia professionale
  • senza alcun limite di tempo in caso di silicosi ed asbestosi

La prima visita avviene dopo sei mesi dalla data di cessazione del periodo di inabilità temporanea assoluta, oppure, nei casi in cui non esiste inabilità temporanea assoluta, dopo un anno dalla data di manifestazione della malattia, le visite successive non prima di un anno dalla precedente.
Nel rispetto dei tempi sopra indicati, se il lavoratore ritiene aggravate le sue condizioni, può presentare richiesta di revisione accompagnata da certificato medico alla Sede INAIL d’appartenenza.

Le decisioni dell’INAIL vengono comunicate per lettera. Contro tali decisioni il lavoratore può presentare ricorso alla Sede INAIL di appartenenza.

Le cure sono fornite dal Servizio Sanitario Nazionale e dagli ambulatori dell’INAIL attivati da apposite convenzioni con le Regioni.

Se la causa dell’infermità è dubbia una convenzione tra l’INAIL (termine di prescrizione 3 anni) e l’INPS (termine di decadenza 1 anno) garantisce che il primo Ente che riceve il certificato medico relativo all’infortunio o alla malattia fornisca le prestazioni.

Nel caso in cui si verifichi la morte del lavoratore infortunato o tecnopatico, come conseguenza immediata o successiva dell’evento professionale, ai parenti sono riconosciuti:

  • la RENDITA AI SUPERSTITI: rendita corrisposta dal giorno successivo al decesso dell’assicurato in rate mensili posticipate, rapportata al 100% della retribuzione annua e spettante ai superstiti dell’assicurato (al coniuge per il 50% della rendita diretta, a ciascun figlio fino a 18 anni di età – o fino a 26 anni se studente in regola e senza reddito o senza limiti di età se inabile al lavoro – per il 20%, a ciascun ascendente vivente a carico del lavoratore defunto o a fratelli e sorelle a carico e conviventi, in mancanza di coniuge e figli del medesimo, per il 20% della rendita), se all’evento professionale consegua, subito o in seguito la morte
  • l’ASSEGNO FUNERARIO: assegno di importo compreso entro il limite massimo stabilito (rivalutato periodicamente, attulmente pari a € 1.937,00) e corrisposto “una tantum” per contribuire alle spese (documentate) sostenute in occasione della morte a) al coniuge, b) in mancanza del coniuge, ai figli, c) in mancanza di coniuge e figli, agli ascendenti, d) in mancanza di coniuge, figli e ascendenti, ai collaterali, con requisiti per fruire della rendita ai superstiti e) in mancanza dei suddetti parenti, a chiunque dimostri di aver sostenuto dette spese.

 

Contenzioso:

Il lavoratore che non ritenga fondato il rifiuto dell’INAIL di corrispondergli le prestazioni o che non concordi con la loro misura, può presentare opposizione amministrativa, entro 60 giorni dal ricevimento del provvedimento contestato, seguendo le procedure di cui all’art. 104 del Testo Unico.

Il procedimento amministrativo si esaurisce in 150 giorni oppure in 210 nel caso di revisione delle rendite ed è disciplinato dagli artt. 102 e 104 del Testo Unico.

Ricevuta la risposta alla sua opposizione, oppure non avendo ricevuto la risposta entro 60 giorni, l’assicurato che non ritenga ancora soddisfatto il suo diritto alle prestazioni può presentare ricorso giudiziario al giudice del lavoro.

Il ricorso deve essere effettuato entro il termine di tre anni e 150 giorni o 210 giorni in caso di revisione decorrenti dal giorno dell’infortunio o dalla manifestazione della malattia professionale

 

Prescrizione e decadenza:

Per poter chiedere e conseguire le prestazioni esistono termini di prescrizione (perdita del diritto alle prestazioni per decorso del tempo a causa dell’inerzia del titolare) e decadenza (venir meno dell’esistenza del diritto per il mero decorso del tempo previsto dalla legge).

Il termine di prescrizione può essere interrotto e si sospende per esempio durate la pendenza dell’opposizione amministrativa, mentre il termine di decadenza non può essere né interrotto, né sospeso.

Quanto alla prescrizione, ad esempio si prescrivono nel termine di 3 anni e 150 giorni (210 per le revisioni), a decorrere dal momento in cui l’assicurato è nelle condizioni di esercitare il proprio diritto al conseguimento delle prestazioni, il diritto, all’INDENNITA’ GIORNALIERA PER INABILITA’ TEMPORANEA ASSOLUTA (c.d. INDENNITA’ TEMPORANEA) o alla RENDITA PER INABILITA’ PERMANENTE (c.d. RENDITA DIRETTA), esercitabili dal momento del verificarsi dell’infortunio o dal manifestarsi dell’m.p. (= primo giorno di completa astensione dal lavoro o data del primo certificato medico), e il diritto alla RENDITA AI SUPERSTITI, esercitabile dalla data della morte del proprio famigliare lavoratore assicurato.

Sono inoltre previsti termini di decadenza, ad esempio per il diritto alla RENDITA AI SUPERSTITI, che va richiesta entro 90 giorni (non dalla morte del lavoratore già titolare della rendita diretta, ma) dal giorno in cui l’Istituto notifica agli interessati il loro diritto (sent. Corte Cost. N.14/1994) o il diritto alla RENDITA DI PASSAGGIO, che va richiesta entro 180 giorni dall’abbandono della lavorazione responsabile dell’insorgere della silicosi o asbestosi.