Tossicità Ematologica

 

TOSSICITA’ EMATOLOGICA

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► Leucopenia e neutropenia

La leucopenia è la riduzione del numero dei globuli bianchi totali mentre la neutropenia è la riduzione del numero dei neutrofili, ovvero della sottopopolazione dei globuli bianchi che funziona come prima barriera contro le infezioni batteriche.
In molti casi la tossicità ematologica è assolutamente asintomatica (ossia non causa nessun disturbo) e si riscontra solo con gli esami del sangue che vengono effettuati periodicamente durante la chemioterapia.

La neutropenia si verifica generalmente a partire dalla ottava, nona giornata dopo la somministrazione del ciclo, raggiungendo la massima profondità (o nadir) intorno alla decima-tredicesima giornata dal trattamento. Questi periodi sono solo indicativi e variabili a seconda dei tipi di farmaci utilizzati.

La leucopenia e la neutropenia possono comportare una maggiore difficoltà dell’organismo nel difendersi dalle infezioni. Le reazioni a tale evento dipendono comunque dalle condizioni generali della persona e dall’entità della riduzione dei globuli bianchi. Le infezioni possono insorgere in qualunque parte del corpo (cavo orale, cute, apparato respiratorio, tratto urinario o intestinale, apparato genitale, ecc).

I principali segni che indicano l’insorgenza di un’infezione sono:

  • temperatura corporea 38°C (o superiore)
  • brividi
  • sudorazione
  • spossatezza
  • diarrea (che può peraltro essere anche un effetto collaterale della terapia)
  • bruciore quando si urina
  • tosse (non presente prima o con caratteristiche diverse: es. con più espettorato)
  • arrossamento e dolore nei pressi della sede di inserzione dell’accesso venoso centrale (se presente)

In alcuni casi il medico di riferimento prescrive una terapia antibiotica a scopo profilattico (ossia per prevenire una possibile infezione) e/o una terapia profilattica con fattori di crescita granulocitari, ossia farmaci sotto forma di fiale da iniettare sottocute che aiutano la produzione di globuli bianchi da parte del midollo osseo.

E’ consigliabile:

  • lavarsi spesso le mani durante il giorno (soprattutto prima dei pasti e dopo essere andati alla toilette)
  • tenere con se gel igienizzanti per le mani qualora non si abbia facile accesso ad acqua e sapone
  • curare molto l’igiene personale
  • non frequentare persone con infezioni che si potrebbero facilmente contrarre (raffreddore, influenza, morbillo, ecc)
  • non frequentare ambienti sovraffollati (come cinema, mezzi di trasporto pubblico, bar, teatri)
  • utilizzare guanti di protezione nel fare giardinaggio o nell’effettuare pulizia di animali o bambini piccoli (es. nel cambiare loro il pannolino)
  • non utilizzare nessun farmaco che possa influire sulle difese immunitarie, prima di consultare il medico di riferimento

► Anemia

Temporanea riduzione della produzione dei globuli rossi da parte del midollo osseo. La diminuzione dei globuli rossi provoca diminuzione della emoglobina e quindi anemia. L’anemia generalmente si manifesta dopo un numero di trattamenti maggiori rispetto alla leucopenia.

L’anemia può comportare uno o più dei seguenti disturbi:

  • stanchezza
  • mancanza di fiato (che nei pazienti con mesotelioma può già essere presente ed essere legata alla malattia ma che si aggrava con l’anemia)
  • fatica eccessiva nel compiere le normali attività quotidiane
  • pallore
  • tendenza ad avere freddovertigini/capogiri

Come consigli pratici è bene:

  • concedersi dei periodi di riposo durante la giornata
  • limitare le attività giornaliere a ciò che è strettamente indispensabile
  • chiedere il supporto di amici e familiari nel gestire attività più impegnative
  • consultarsi con l’oncologo di riferimento e/o con il personale infermieristico su attività fisiche consentite/consigliate
  • bere molti liquidi
  • cercare di mantenere una dieta bilanciata (non è mangiando solo più carni rosse che i globuli rossi torneranno a valori normali!)
  • non fare movimenti rapidi nell’alzarsi dal letto o da una poltrona, per evitare vertigini/capogiri

Talvolta l’oncologo come rimedio per l’anemia potrà somministrare l’eritropoietina che stimola la produzione di globuli rossi da parte del midollo osseo. Se i valori di emoglobina sono molto bassi e i sintomi collegati alla anemia molto intensi si può anche ricorrere ad emotrasfusioni.

► Piastrinopenia

La piastrinopenia (o trombocitopenia) è la riduzione del numero delle piastrine (o trombociti), le cellule del sangue che intervengono nei processi di emostasi ovvero di arresto delle emorragie in casi di danno ai vasi sanguigni. La piastrinopenia generalmente è asintomatica e si rileva agli esami ematici di controllo.

Solo se è di grave entità può manifestarsi con:

  • petecchie ovvero puntini rossi o violacei nelle sedi in cui vi è maggiore pressione idrostatica o dove c’è pressione esterna (esempio attorno alle caviglie, sotto l’elastico delle calze e delle mutande)
  • epistassi (sanguinamenti dal naso, soprattutto quando “si soffia”)
  • ecchimosi (lividi)
  • gengivorragia (sanguinamento dalle gengive soprattutto quando si lavano i denti)

Qualora compaiano questi segni è bene informare tempestivamente l’oncologo.

Per piastrinopenia di entità severa, a maggior ragione se vi è la febbre, può essere necessaria una trasfusione di piastrine.

► Piastrinosi

La piastrinosi (o trombocitosi) è la presenza di un numero troppo elevato di piastrine nel sangue. Talora questo fenomeno accompagna le malattie neoplastiche e specialmente nel mesotelioma può essere presente già alla diagnosi.

Qualche chemioterapico (ad esempio la gemcitabina) può causare un incremento del numero delle piastrine. L’effetto più temuto della piastrinosi è la trombosi venosa ovvero la formazione di coaguli all’interno dei vasi venosi.

Per questo a volte l’oncologo può prescrivere dei farmaci antiaggreganti, ad esempio l’aspirinetta, che riducono la probabilità di formazione di questi coaguli.