Tossicità Gastroenterica

 

TOSSICITA’ GASTROENTERICA

tratto gastroenterico

► Nausea e vomito

Nonostante vengano somministrati sempre, assieme alla chemioterapia, farmaci molto efficaci, detti antiemetici, per prevenire o ridurre sensibilmente la nausea e il vomito, questi sintomi possono insorgere ugualmente, da poche ore dopo il trattamento sino ai giorni seguenti, e durare anche per alcuni giorni.

La capacità di un farmaco antitumorale di provocare nausea e vomito, detta “potenziale emetogeno”, è diversa da un farmaco all’altro, ma anche da un paziente all’altro e dipende inoltre dalla dose di farmaco chemioterapico utilizzata.

Esistono 5 livelli di potenziale emetogeno in base alla frequenza con cui si verifica la sintomatologia. Il livello 5 ha una frequenza di emesi (vomito) maggiore del 90%, il livello 1 minore del 10%.  Pemetrexed (Alimta) è compreso tra i farmaci chemioterapici di livello 2 mentre Cisplatino è tra i farmaci di livello 5.

I consigli pratici per contrastare nausea e vomito sono:

  • Evitare gli odori che inducono nausea (cibo, profumi, fumi)
  • Cercare di non mangiare e comunque non restare a lungo nella stanza dove vengono cucinati i cibi
  • Bere tendenzialmente fuori dai pasti
  • Prediligere bevande non gassate, a temperatura ambiente e non zuccherate
  • Prediligere le carni bianche
  • Introdurre piccole quantità di cibo più volte nell’arco della giornata, in modo che lo stomaco non resti mai completamente vuoto
  • Masticare i cibi lentamente (ad esempio contando di masticare almeno 15 volte il boccone prima di deglutirlo)
  • Introdurre i cibi a temperatura ambiente
  • tenere in bocca un cubetto di ghiaccio
  • Dopo i pasti riposare in poltrona, evitando di coricarsi per favorire la peristalsi e minimizzare la possibilità di rigurgito
  • Solitamente la mattina e il momento di maggiore benessere: in tal caso fare una prima colazione ad alto contenuto nutritivo
  • Quando si ha la nausea, cercare di respirare in modo tranquillo e dalla bocca
  • Indossare scarpe e vestiti comodi
  • Imparare tecniche di rilassamento

Dolore o ulcere del cavo orale (stomatite, mucosite), con o senza alterazioni del gusto

Durante il trattamento, è possibile avvertire una sensazione di dolore alla bocca, che potrebbe essere particolarmente secca, e anche notare la presenza di piccole ulcere.

Per prevenire questo effetto collaterale, è importante assumere molti liquidi ed eseguire una regolare pulizia dei denti con uno spazzolino morbido. E’ consigliabile sciacquare la bocca almeno tre volte al giorno con acqua e bicarbonato (1 cucchiaio di bicarbonato miscelato con un bicchiere di acqua).

Qualora compaiano delle ulcerazioni, soprattutto se ricoperte da una patina biancastra è necessario consultare il medico di riferimento perché potrebbe trattarsi di una sovrainfezione fungina.

Le eventuali alterazioni del gusto scompariranno alla risoluzione dei sintomi.

► Perdita di appetito

La chemioterapia di per se o come conseguenza della mucosite potrebbe causare perdita dell’appetito: in caso di calo di peso, è opportuno chiedere all’oncologo una consulenza con un dietologo o con un esperto di nutrizione (Il Gusto della Vita)

► Diarrea

Condizione di cambiamento delle normali abitudini intestinali caratterizzato da frequente emissione di feci liquide o poco formate, talora accompagnato da dolore addominale. Può manifestarsi dopo la chemioterapia con pemetrexed.

Generalmente l’oncologo consiglia dei farmaci sintomatici a base di loperamide per la diarrea che dovrebbero controllare il sintomo. Qualora la diarrea persista per più di un giorno è necessario contattare il medico di riferimento.

E’ consigliabile:

  • Bere molto, almeno 1,5 l al giorno di bevande non zuccherate e non gassate
  • Nei casi più gravi (quando si superano 6 scariche al giorno) fare ricorso alle soluzioni reidratanti
  • Seguire una dieta leggera che escluda cibi piccanti e bevande alcoliche.
  • Riposo a letto.

► Stipsi

Condizione di cambiamento delle normali abitudini intestinali caratterizzata da una diminuzione della frequenza dell’emissione di feci solide. Può essere una conseguenza di processi flogistici (infiammatori) addominali oppure può essere una conseguenza dell’utilizzo di alcuni farmaci analgesici che rallentano il transito intestinali o di alcuni chemioterapici come la vinorelbina che rallentano la peristalsi intestinale, con conseguente disidratazione e formazione di feci difficoltose da espellere (stipsi atonica).

E’ consigliabile:

  • Bere un bicchiere d’acqua al mattino appena svegli
  • Bere molto almeno 1,5 l al giorno di bevande non zuccherate e non gassate
  • Aumentare l’apporto di vegetali (kiwi e ananas sono ricchi di fibre e particolarmente efficaci)
  • Consumare ad ogni pasto una porzione di verdura condita con olio crudo
  • Assumere fuori pasto frutta secca come prugne e fichi molto ricchi di fibre
  • Evitare te, caffè, cioccolato, cibi fritti, spezie, bevande gelate
  • Fare delle passeggiate o dell’esercizio fisico leggero che favorisca il transito intestinale
  • Nei casi di stipsi ostinata (che duri>3 giorni) è sempre bene rivolgersi al medico di riferimento che potrà prescrivere i lassativi più appropriati.